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Reggio Calabria

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“Il silenzio è il miglior alleato della ‘ndrangheta” Lo dichiara Nuccio Azzarà, segretario generale Uil

La messa in onda su Rai 3 della trasmissione “Infinito Crimine – indagine sulla ‘ndrangheta” in cui ha partecipato il giornalista Antonio Nicaso e il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, merita una sommessa riflessione dal punto di vista sindacale. Mi corre l’obbligo, propedeuticamente all’esternazione delle mie considerazioni, di palesare aperti verbis la mia stima personale e di Segretario Generale della UIL di Reggio Calabria nei confronti del Procuratore Gratteri, il quale, con severo metodo di lavoro, rara conoscenza del fenomeno malavitoso sta profondendo, anche, un importante impegno educativo teso al rispetto della legalità e rivolto, soprattutto, ai giovani.

La Trasmissione, di che trattasi, da considerarsi pregevole e dal notevole valore didattico, per come ha ricostruito fatti e circostanze attinenti la nascita e l’evolversi del fenomeno malavitoso alle nostre latitudini, si è impreziosita utilizzando gli strumenti di conoscenza del Magistrato per dimostrare la perniciosità e la pericolosità della ‘ndrangheta. Importante risultano le riprese per sottolineare la genesi e il radicamento nel nostro tessuto, economico (fatturato di 54 miliardi di euro l’anno) di una criminalità radicata e diffusa che mina l’esistenza dell’intera comunità, corrompendo ed infiltrando istituzioni, politica e gangli vitali della società. Ilavoro degli autori è valso, inoltre, ad evidenziare la particolare specializzazione delle famiglie ‘ndranghetistiche nel perseguire i loro obiettivi relazionandosi con chi ha ruolo in qualunque processo produttivo ed a tal proposito, tra i tanti siti strategici, ha aperto i riflettori sul porto di Gioia Tauro.

Il motivo della mia “considerazione” è attinente ad un unico passaggio che la redazione giornalistica, commentando le immagini, dedica ai rapporti tra la malavita locale e i soggetti aventi ruolo all’interno della realtà portuale e tra questi le Organizzazioni Sindacali. Ho ritenuto utile, a tal proposito, estrapolare il passaggio cruciale, trascrivendo dal minuto 35 al minuto 36, 40 circa, della trasmissione stessa, alfine di rendere, il più possibile chiaro quanto rappresentato: “…progettato negli anni 70 in concomitanza del fallito lancio del V° Centro Siderurgico ma inaugurato soltanto nel 1992, oggi il porto di Gioia Tauro è il primo scalo merci del Mediterraneo, è la realtà economica più importante della Calabria e dà lavoro a 1100 persone più altre 400 impiegate nelle società private addette al fissaggio dei containers ed un altro migliaio che vive grazie all’indotto dell’area portuale.

Per la ‘ndrangheta è stato sempre un affare di famiglie unite in un unico cartello. Le cosche che dominano la Piana, i Piromalli-Molè di Gioia Tauro e i Bellocco-Pesce di Rosarno, hanno imposto da subito il loro controllo su tutte le attività portuali, dall’assunzione della mano d’opera ai rapporti con i sindacati e gli Enti Locali (36 minuti e 17 secondi) ed hanno garantito la sicurezza dell’area in cambio del pagamento di un dollaro e mezzo per container trattato…”. Lungi da me mettere in discussione il potere pervasivo e corruttivo erga omnes della “nostra” criminalità organizzata, ma sentire chiamato in causa il Sindacato così genericamente in una trasmissione a diffusione nazionale, non è cosa che può passare inosservata o non suscitare il desiderio di un distinguo, di una precisazione alfine di evitare una immeritata, discutibile ecumenica censura, oppure in caso contrario, determinare un agire in chiave intrinseca conseguenziale ad una motivata, specifica, diretta chiamata in causa. Non appartiene, alla cultura, alla storia, di un Sindacato impegnato sul terreno dell’affermazione della legalità, come la UIL, che sia consentito possano insistere, sull’argomento, dubbi ed ombre, attesa, peraltro, la sovraesposizione degli nostri quadri all’interno del porto di Gioia Tauro. Non si addice a questa O.S. glissare su tali argomenti; il silenzio, dalle nostre parti, è da sempre il miglior alleato ed il complice privilegiato della ‘ndrangheta.

Il Segretario Generale
Nuccio Azzarà

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