26 ott 2011
COMUNICATO STAMPA DELLA UILPA DI REGGIO CALABRIA
Venerdì 28 ottobre i lavoratori pubblici scenderanno in piazza per manifestare il loro dissenso e la loro ferma opposizione alle politiche governative in materia di pubblico impiego.
Dunque anche i dipendenti degli uffici ministeriali, degli enti pubblici, della scuola e dell’università della provincia di Reggio Calabria si asterranno dal lavoro per aderire allo sciopero generale dei lavoratori di tutti i settori del pubblico impiego proclamato dalla UILPA, UIL FPL, UIL SCUOLA e UIL RUA.
Gli interventi delle manovre finanziarie degli ultimi mesi, sommate alle norme contenute nella cosiddetta “riforma Brunetta”, non hanno fatto altro che mortificare, ancora una volta, non solo la dignità dei lavoratori pubblici, ma anche il decoro stesso dell’intera Pubblica Amministrazione. La UIL ritiene che tali azioni, di matrice chiaramente denigratoria da parte del governo, siano per lo più finalizzate ad insinuare nell’opinione pubblica la convinzione che i mali che affliggono il paese Italia debbano essere ricondotti quasi unicamente alle inefficienze dell’apparato statale, sviando così l’attenzione dalle vere criticità che andrebbero eliminate, che variano dagli esorbitanti costi della politica, passando per gli sprechi favoriti anche e soprattutto da una politica di esternalizzazione di servizi pubblici inutile, inefficiente e costosa che risponde al solo scopo di ottenere facili consensi e foraggiare fenomeni clientelari, fino alla mancanza di una vera riforma fiscale che, sommata a concrete politiche di contrasto all’evasione fiscale, realizzino quell’equità contributiva che imponga, finalmente, a dare di più a chi possiede di più, e conseguentemente ad evitare che a pagare i cocci siano sempre e solo i “soliti noti”.
Occorre dunque:
- dare nuovo slancio alla contrattazione collettiva, inopinatamente mortificata e compressa dalla legge Brunetta, quale strumento di sviluppo finalizzato ad ottenere una migliore qualità nei servizi, un incremento della produttività e dei salari, nuovi processi di riqualificazione e razionalizzazione dell’attività, dei servizi e della spesa delle Amministrazioni;
- porre un argine definitivo alla pratica, molto diffusa in particolare nel nostro territorio, del ricorso a prestazioni di lavoro precario quale prassi consolidata in deroga alle norme sulle assunzioni e sugli organici;
- favorire una ripresa degli investimenti atti ad operare una riorganizzazione e razionalizzazione del sistema scolastico pubblico, garantendo stabilità di lavoro e continuità didattica attraverso la stabilizzazione degli organici;
- fare un cambio di rotta rispetto alla logica perversa dei tagli alle risorse economiche, alle risorse umane e allo smantellamento dei mezzi, al fine di realizzare modelli organizzativi che si ispirano ai Paesi Europei più evoluti.
La UIL è fortemente convinta che una massiccia e convinta adesione allo sciopero possa favorire una nuova presa di coscienza, per i lavoratori pubblici, del ruolo che ricoprono e di ciò che rappresentano per l’interesse collettivo, e significare un momento decisivo per un definitivo rilancio della P.A. che, è sempre bene ricordare, ha avuto un ruolo fondamentale per la rinascita e lo sviluppo della nazione, ed in particolare per le regioni meridionali, e può ancora costituire, per il futuro, l’asse portante del paese.



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