9 mag 2011
C’era una volta il porto…
C’era una volta il Porto di Gioia Tauro,questo potrebbe essere il titolo di un articolo di stampa che ,se non si interviene immediatamente con fatti concreti e risolutori in un futuro immediato,troveremo in tutti i giornali Nazionali.
Tutta la UILTRASPORTI unitamente alle altre OO.SS. di categoria, preoccupati da tutto questo immobilismo, e con tutti gli strumenti a disposizione per garantire l’occupazione si adopereranno affinché venga scongiurato il riutilizzo degli ammortizzatori sociali,perché senza garanzie per il futuro, il rischio che alla fine del periodo gestito attraverso gli ammortizzatori sociali la MedCenterContainerTerminal (società che gestisce lo scalo Calabrese)avvierà ristrutturazioni definitive dell’attività con ripercussioni pesantissime sull’intera economia del territorio su cui insiste il porto stesso.
Inoltre, è veramente vergognoso assistere alla passerella dei politici di ogni schieramento e grado che ,approfittando del richiamo mediatico che ha il porto di Gioia Tauro ,cercano di ritagliarsi una pagina di giornale rilasciando dichiarazioni fuori luogo e comunque non risolutori della problematica in essere,anzi secondo il mio modesto parere la classe Politica Calabrese tutta, dovrebbe porsi il quesito di quanto loro e la Calabria siano veramente importanti per questo Governo,che come al solito poggia la loro forza solo su proclami con grossi titoli di stampa, ma di fatto con zero interventi .
C’era una volta il Porto di Gioia Tauro.
Il comportamento di questo Governo e in particolare del Ministro Matteoli ,che non trova il tempo per affrontare le problematiche del Porto mentre è celere nel partecipare alle conferenze del mega progetto che coinvolge i Porti di Genova,Trieste e Livorno, sembrerebbe incitare la popolazione Calabrese allo scontro sociale,per poi puntare il dito e dichiarare come sempre accade CHE Gioia Tauro non conveniente anche per problemi sociali di cui è afflitta. Considerando le condizioni della SA-RC e gli interminabili cantieri di ammodernamento,certamente un pensiero va anche al Dott. Moretti ,A.D. di Trenitalia, per l’impegno dimostrato nel contribuire all’isolamento della Calabria sia sotto l’aspetto passeggeri che merci,oltre a ricordare allo stesso che lo sviluppo del Porto passa anche dalla rete Ferroviaria.
Sicuramente ci sono stati errori in passato (Autorità Portuale compresa) da parte del terminalista sia nella gestione del Personale sia nella gestione commerciale, ma oggi la soluzione non è individuare il colpevole ma, risollevare le sorti del Porto e riconsegnarlo agli allori del passato recente, sfidando questo Governo sordo e indifferente e convincerlo che la Portualità Nazionale con particolare riferimento al porto di Gioia Tauro va aiutata perché la storia ci insegna, che lo sviluppo dei grandi paesi inizia dai porti crocevia di scambi commerciali e culturali.
Il Ministro On. Matteoli quando ha presentato l’emendamento al decreto mille proroghe per fronteggiare la crisi dei porti,qualcuno plaudiva all’azione del Governo al porto di Gioia Tauro, mentre alla luce di quanto successo l’altro ieri a Catanzaro non si può essere soddisfatti perché in realtà si tratta di una vera truffa ai danni di tutta l’area industriale di Gioia Tauro essendo ancora una volta penalizzata da tutte quelle decisioni prese lontano da Gioia Tauro con l’unico scopo di fare grandi le altre realtà portuali del paese.
On. Matteoli ci vuole coraggio dopo aver contribuito con le sue scelte (vedi Trieste e Vado Ligure riempiendoli di Milioni di euro)dichiarare che «Le potenzialità dei nostri porti non sono state del tutto espresse perché hanno privilegiato una concorrenza tra di loro che spesso è sfociata in una guerra tra poveri anziché fare sistema».
Francamente On. Matteoli a me sfugge qualcosa nelle sue dichiarazioni fatte a Catanzaro ieri l’altro e le pongo subito la domanda
nel distribuire tutti quei soldi ai porti cosi detti ascellari non è stato lei insieme al suo Governo?
se cosi è di quale concorrenza o guerra tra poveri parla?
ma,la cosa che più mi deprime e pensare che lei mentre decretava la chiusura del Porto di Gioia Tauro con la conseguenza perdita del lavoro di oltre 3000 persone la platea presente al suo discorso, soddisfatti applaudivano.
C’era una volta il Porto di Gioia Tauro.
C’era una volta il Porto di Gioia Tauro, no,c’era c’è e ci sarà il Porto di Gioia Tauro perché insieme ai lavoratori ormai stanchi di subire inermi ogni tipo di razzie e discriminazioni perpetrate da anni nel nostro territorio,(dalla acciaieria di Mongiana ai giorni nostri)saremo pronti a qualsiasi azione perché si tratta di dare garanzie e un futuro dignitoso alle nostre famiglie.
C’era una volta il Porto di Gioia Tauro e se proprio dovremmo leggere i giornali con questo titolo, io mi domando e vi domando :
sarà anche questa volta colpa della mafia?
Giuseppe Rizzo
Segretario Regionale Uiltrasporti



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